Revenge porn: cosa fare e come conservare le prove

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Se qualcuno ha diffuso tue immagini intime, oppure minaccia di farlo, non devi affrontare la situazione da solo. La responsabilità è di chi viola la tua riservatezza, non tua.
La diffusione senza consenso di immagini o video sessualmente espliciti destinati a restare privati può costituire reato. Anche una minaccia di diffusione merita attenzione: non occorre aspettare che il materiale venga pubblicato per chiedere aiuto.
Cosa fare subito
Rivolgiti alla Polizia Postale o a un altro ufficio di polizia. Se sei in pericolo immediato, chiama il 112. La richiesta di un supporto investigativo privato non deve ritardare la tutela delle autorità.
Conserva gli elementi già disponibili senza alterarli: messaggi ricevuti, chat con minacce, indirizzi completi delle pagine, nomi dei profili e date. Gli screenshot possono aiutare a documentare quanto hai visto, ma è importante non perdere il contesto e gli originali. Evita inoltri indiscriminati delle immagini intime.
Se sono coinvolti minori, non inoltrare il materiale: chiedi subito alle autorità come gestirlo e conservarlo correttamente.
Segnalare il rischio di diffusione
Quando esiste un fondato timore che materiale sessualmente esplicito che ti riguarda possa essere diffuso senza consenso, è possibile utilizzare la procedura di segnalazione del Garante per la protezione dei dati personali, prevista dall’articolo 144-bis del Codice privacy. La pagina istituzionale spiega requisiti e modalità.
Questa tutela non sostituisce la denuncia e non garantisce che ogni copia del materiale scompaia dalla rete. Segnalazione, conservazione degli elementi e assistenza legale vanno valutate sulla situazione concreta.
Il supporto di CTA sulle prove digitali
Con Andrea puoi capire come organizzare ciò che è già disponibile e se serve un intervento di preservazione e analisi delle prove digitali, nel rispetto degli accessi consentiti e del perimetro dell’incarico. Il lavoro riguarda la documentazione dei fatti; non comporta accessi abusivi agli account né garantisce l’identificazione del responsabile o la rimozione di ogni contenuto.
Il primo passo può essere una conversazione riservata. Non occorre inviare foto o video intimi per il primo contatto: concordiamo prima quali elementi siano necessari e come gestirli.
Parla con Andrea in modo riservato →
Fonti e approfondimenti
Garante privacy: informazioni e procedura sul revenge porn
Polizia di Stato, Questura di Ancona: tutela e conservazione degli elementi utili
Redazione CTA Investigazioni. Contenuto informativo: la valutazione giuridica e le iniziative di tutela dipendono dal singolo caso.